Isolamento e quarantena, quanto devono durare? Facciamo chiarezza |  Altroconsumo

Per la prima volta nella storia la generazione X e la generazione Z devono sperimentare l’isolamento sociale e dunque le relative conseguenze psicologiche.

Durante l’isolamento, si possono presentare sintomi come sbalzi d’umore, stress, noia, frustrazione, paura, nervosismo, stanchezza, burn-out da lavoro o da studio, insonnia, scarsa concentrazione, sintomi ossessivo-compulsivi e depressione.

Questi effetti possono essere meno o più gravi a seconda del tempo passato lontano dai propri affetti, e possono anche continuare a presentarsi anche dopo la fine della quarantena.

Paura: ne risentono alcuni soggetti in particolare come i genitori che hanno dei figli, soprattutto se piccini, o se si hanno dei genitori molto anziani.

Frustrazione e noia: si manifestano a causa del conflitto dato dal dovere morale imposto dallo Stato di stare un quarantena, rispetto al voler godersi la propria libertà personale (con conseguente perdita della propria routine e mancato contatto fisico con altre persone)

Noi, come disse il filosofo greco Aristotele, siamo animali sociali: non siamo fatti per poter reggere a lungo la segregazione; dunque è normale sentirsi anche solo per questa ragione frustrati.

Le persone di età compresa fra i  12 ed i 24 anni sono le maggiormente colpite psicologicamente, poiché costretti alla frequentazione della didattica online, incertezze sia per quanto riguarda gli esami, che per quanto riguarda la situazione scolastica in generale.

Ricordiamo però, che ogni quarantena può essere estremamente differente da una persona all’altra (con diversi gradi di difficoltà): si possono vivere situazioni familiari difficili (perdita di un proprio caro, violenza domestica, e problemi economici), o si può riscontrare insoddisfazione nel lavoro e nelle relazioni.

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Ponendo l’attenzione sul mondo del lavoro, sentiamo sempre più spesso lavoratori lamentarsi della loro situazione di Burn-out; ma anche nel mondo degli studenti riferendosi alla loro attività di studio.

Che cos’è il burn-out?

Il burn-out, termine anglosassone, significa esaurimento o surriscaldamento.

È così indicato lo stress cronico portato dalla mole giornaliera di lavoro o di studio.

Questa sindrome porta ad un calo dell’efficienza, ad una sensazione appunto di sfinimento, ed infine ad un distacco dal proprio lavoro o dal proprio programma di studio.

Il problema più generalmente vissuto, che tra l’altro potrebbe essere la causa dei sintomi e delle problematiche dette in precedenza, si trova nella mancanza di un giusto scandirsi della giornata: senza impegni ed obbiettivi la viviamo con noia e frustrazione, sentiamo il tempo scivolarci dalle mani e ci sentiamo inutili e senza ambizione personale od un progetto che ci possa motivare ed ispirare ogni giorno facendoci sentire vivi.

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Quindi, Come risolvere la mancata progettualità? 

Essa può essere risolta ponendosi piccoli obbiettivi quotidiani, per poter poter (almeno dentro casa) aver il controllo sulla propria vita, sentirsi in grado di poterla organizzare e sentirsi soddisfatti in correlazione al raggiungimento di quel determinato obbiettivo.

Questi piccoli obbiettivi potrebbero essere: farsi il letto la mattina appena ci svegliamo, correre 30 minuti al giorno, imparare a cucinare una ricetta nuova ogni 3 giorni, non usare la macchina una settimana e così via.

Scandite una routine che vi tenga impegnati:pulite a ogni giorno una stanza, riorganizzate gli armadi, buttate ciò che non vi serve più, organizzate il vostro computer o cellulare, alleggerite la vostra posta elettronica ecc.

Ricordiamoci che ora più che mai, in questo periodo storico è importante fare ciò che ci rende felici e dedicare a tale attività 1 o 2 ore al giorno.

Che proviate serenità e piacere durante una lettura, cucinando, dipingendo, guardando la vostra serie tv preferita, pulendo o riorganizzando casa e così via…fatelo!

Ma fare solo ciò che ci piace non basta: dobbiamo anche prenderci cura di noi stessi con un bel bagno caldo, accendendo una candela dal profumo rilassante, facendo delle maschere per idratare il viso, preparandouna tazza di te…e chi più ne ha, ne metta!

Quali stati emotivi negativi avete sperimentato durante la quarantena? Come avete risposto la vostra situazione psicologica? Fatemelo sapere nei commenti, e se vi è piaciuto l’articolo lasciate un like!

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