Instagram Music arriva anche in Italia, ecco come usarlo - Wired

Conosciamo tutti il social network per eccellenza della condivisione di contenuti multimediali secondo solo a Facebook per numero di utenti e tempo di utilizzo.

Questa piattaforma ha permesso la comparsa di molte influencers e celebrità, che hanno acquisito molto spazio mediatico e la possibilità di influenzare persone, sia nel bene, che nel male.

Questi influencers, nella maggior parte dei casi, si fanno spazio a colpi di bellezza: viso di porcellana, occhi grandi stile Disney, ciglia di svariati cm, seno alto e prosperoso, lato b sodo, e labbra rimpolpate.

Queste caratteristiche appena citate sono quasi degli standard per poter essere bellezze instagrammabili; e dunque i comuni mortali “al naturale” ambiscono a questi canoni di bellezza, che si possono ottenere online grazie a filtri che modificano il volto, o nella vita reale grazie alla chirurgia estetica.

Dall’esposizione costante di queste idealizzazioni di bellezza, la chirurgia estetica è cambiata: se prima si ricorreva ad essa solo per aggiustare ciò che la persona in questione riteneva un difetto ed una fonte di insicurezza, dispiacere o sofferenza psicologica; adesso si ricorre ad essa per assomigliare ad una celebrità o per ottenere delle connotazioni fisiche che abbiamo visto accentuate o create da un filtro su Instagram e che vorremmo anche nella vita reale.

Sui post Instagram dei personaggi più seguiti non c’è spazio per smagliature, cellulite, arrossamenti della pelle e peli.

Dunque manca il lato umano, reale…lanciando così messaggi sbagliati, sia ad adulti, che esposti quotidianamente a queste finzioni avranno sempre meno autostima, che ad adolescenti, che si sentiranno “sbagliati” : ricorrendo successivamente e prematuramente a cerette laser, diete dimagranti, esercizi per allenare i glutei, sbancamenti dei denti venduti su internet fai da te, oltre che alla chirurgia estetica per rifarsi il seno, o le labbra, o il lato b.

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Ormai è diventata un’abitudine provare ansia subito dopo la pubblicazione di una foto; ansia provata per il timore che la foto non raggiunga il numero sperato di like e di commenti positivi da altri utenti Instagram.

Nel caso la foto messa in rete sia del nostro volto o del nostro fisico e non riceva abbastanza like, mettiamo in dubbio la nostra bellezza e ci sentiamo meno sicuri di noi stessi, pensando di non piacere, di non essere abbastanza.

Instagram è un social media che inoltre porta alla sessualizzazione dei corpi: le ragazze solitamente pubblicano foto in cui mostrano più cm di pelle possibile, se non addirittura primi piani di lati b e seni assumendo pose sexy per ottenere più like; e dall’altra parte i ragazzi abituano il loro cervello a meccanismi sempre più frequenti e quindi con il tempo automatici, di immaginare, idealizzare e sessualizzare ancora di più quel poco che resta da immaginare da quei scatti hot.

Utilizzate Instagram? Che relazione avete con questo social network? Concordate con la visione descritta nell’articolo? Fatemelo sapere nei commenti, e se vi è piaciuto l’articolo lasciate un like!

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